Ristorante Lo Sparviero

Itinerari Turistici

Lo Sparviero si trova in una posizione centrale di Palermo e permette di potere visitare a piedi i monumenti più belli della città.

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Piazza Marina (Distanza 1,3 Km tempo di percorrenza 14 minuti)

Piazza MarinaPiazza Marina può essere considerato, a ragion di merito, il punto di maggiore raccolta di palazzi antichi della città di Palermo. Questi palazzi, che oramai da tempo godono di pregevoli ristrutturazioni, si trovano l'uno accanto all'altro e riportano ad atmosfere ottocentesche grazie alle loro tipiche facciate. Pregevole anche il Mercato dell'Antiquariato, proprio di fronte al ristorante, dove si possono trovare molti oggetti antichi e preziosi.


01 Palazzo Fatta

Il Palazzo, di origine seicentesca, venne sottoposto ad interventi di restauro e modifiche durante il Sette e Ottocento. Il Salone è decorato con un affresco settecentesco, opera di Antonio Manno, rappresentante il Trionfo delle Arti Liberali.
02 Palazzo Oliveri
Costruzione del XVII secolo
03 Palazzo Trabucco della Torretta
Originario del tardo-barocco. All'interno di questo palazzo si trova il ristorante Lo Scalino del Cardinale.
04 Palazzo Mirto
È stato per quattro secoli dimora palermitana dei Filangeri, famiglia nobile che vanta origini leggendarie legate alla figura del cavaliere normanno Angerio I. Costruito nel seicento (poi ristrutturato nel ’700 e nell’800), è uno dei rari esempi di residenza nobiliare rimasta integra con i suoi fastosi arredi originari. In tutti gli eleganti saloni, preziosi mobili Luigi XV, Luigi XVI e Impero; e nel terrazzo, uno scenografico ninfeo con decorazione rococò.
Oggi è un museo.
05 Chiesa di S. Maria dei Miracoli
Origini del cinquecento dal prospetto rinascimentale con decorazioni gaginesche.
06 Palazzo Galletti di San Cataldo
D’origine duecentesca, con prospetto neogotico del 1866.
07 Palazzo Notarbartolo di Villarosa
Dall’imponente facciata ottocentesca.
08 Palazzo Gravina di Palagonia
E eretto nel 1580 e radicalmente ristrutturato nel ’700, con cortile loggiato, oggi sede di uffici comunali.
09 Villa Garibaldi
Il giardino occupa la parte centrale di piazza Marina e ospita alcuni rari esemplari di Ficus Magnolioides dagli enormi tronchi. Fu il celebre architetto Filippo Basile a progettarlo con una bella inferriata che ancora oggi si può ammirare, dopo i restauri. Al suo interno si trovano alcuni edifici decò e un´ampia fontana.
Ogni sabato e domenica, attorno alla cancellata della villa, si svolge un mercatino dell'antiquariato molto interessante.
10 Palazzo Chiaramonte o Steri
Il Palazzo venne costruito nel Trecento per volere di Manfredi Chiaramonte ed è noto anche con il nome di Steri, dalla parola Hosterium che significa palazzo fortificato. Dai primi anni del Quattrocento al Cinquecento fu sede dei vicerè spagnoli e dal 1600 al 1782 divenne Tribunale dell'Inquisizione, con l'aggiunta di locali adibiti a prigioni. L'edificio presenta le caratteristiche del gotico-rinascimentale. Ha una forma quadrata, con i prospetti decorati da bifore e trifore e inserti di pietra di lava. Al piano terra si trova una corte interna porticata, il secondo piano venne costruito nel 1377 e non fu terminato. Al primo piano, invece, si trova la Sala Magna, con un soffitto in legno decorato nel Trecento da artisti siciliani con rappresentazioni cavalleresche e argomenti didascalici. Interventi di restauro vennero intrapresi a metà del Novecento da Carlo Scarpa. Attualmente il Palazzo ospita il Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo. Solo alcune stanze sono visitabili.
11 Palazzo Abatellis (1495)
Opera dell’architetto Matteo Carnilivari, con un bel portale gotico-catalano, trifore e sculture nel prospetto; sede della Galleria regionale della Sicilia, custodisce straordinarie opere d’arte, fra le quali la tavola dell’Annunciata, capolavoro di Antonello da Messina; il gigantesco dipinto col Trionfo della Morte, di anonimo quattrocentesco (da alcuni attribuito a Pisanello); il trittico fiammingo con la Madonna col Bambino di Jean Gossaert (Mabuse); e il quattrocentesco busto marmoreo di Eleonora d’Aragona di Francesco Laurana.
12 Palazzo dell’Intendenza di Finanza
Risultante dalla trasformazione di metà ’800 del Palazzo della regia Zecca (1699)
13 Chiesa di San Giovanni dei Napoletani
Edificata alla fine del ’500 dalla congregazione della nazione dei Napoletani. La decorazione a stucco, settecentesca, è opera di Procopio Serpotta.
14 Chiesa S. Maria della Catena
Così chiamata perché su un muro di essa era assicurata un’estremità della catena che chiudeva l’antico porto della Cala, è opera dell’architetto Matteo Carnalivari, che la costruì a partire dal 1502.
Esempio raffinatissimo di architettura siciliana protorinascimentale con attardati modi gotico-catalani, ha un’elegante loggia a tre archi policentrici alla sommità di una scalinata. L’interno, di aerea spazialità, possiede opere d’arte rinascimentali e barocche.
15 Ex Palazzo Notarbartolo
Ai piedi di questo palazzo si trova il Ristorante-Pizzeria "Le Pergamene".

Zona Porta Felice e Cala (Distanza 2 Km tempo di percorrenza 23 minuti)

Zona Porta Felice e CalaDopo avere attraccato la barca alla Cala di Palermo, dopo avere attraversato prima la passerella e poi un semaforo pedonale, si giunge proprio a Piazza Marina e quindi allo Scalino del Cardinale. Se invece si prosegue lateralmente si arriva a Porta Felice, che rappresenta il vero ingresso al centro storico della città.


01 Porta Felice

Al termine del Cassaro lato mare.
La prima pietra fu posta nel 1582 dal vicerè Marcantonio Colonna, che volle una porta simile a quella progettata dalla parte opposta del Cassaro.
La porta fu battezzata Porta Felice in onore di sua moglie Felice Orsini.

02 Palazzo Butera e Passeggiata delle Cattive
Il Palazzo risale alla metà del Seicento e appartiene, da allora, alla famiglia Lanza Branciforti. L'edificio si trova sulla Passeggiata delle Cattive, una terrazza pubblica frequentata in passato dalle vedove della città. L'aspetto odierno della facciata risale ad un intervento ottocentesco.
All'interno si trovano diversi saloni decorati tra Sette e Ottocento, con cornici marmoree o in stucco, decorazioni in legno colorato e pavimentazioni in marmo. Il Salone d'ingresso presenta i dipinti raffiguranti gli antenati illustri della famiglia, i loro feudi e angeli che sostengono lo stemma del casato. Il Salone della Ceramica prende il nome dal pavimento realizzato con questo materiale, mentre nella Biblioteca si trova un dipinto raffigurante la Giustizia. Il Salone Gotico presenta arredi in questo stile e il Salone da ballo è decorato da stucchi dorati e bianchi. Il Salone rosso, invece, è caratterizzato dal rivestimento delle pareti in seta rossa. Nell'atrio del Palazzo è collocata una lapide a ricordo di due esponenti della famiglia che furono due eroi durante il primo conflitto mondiale, Ignazio e Manfredi Lanza di Trabia.

03 Loggiato S. Bartolomeo (ex ospedale di Palermo)
Il Loggiato venne costruito tra il Cinquecento e il Seicento, ad opera della Confraternita di San Bartolomeo, per essere adibito ad ospedale. Nell'Ottocento perse la sua originaria funzione e divenne un Conservatorio. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale l'edificio subì gravi danni in seguito ai bombardamenti. Dell'antica struttura rimane solamente il prospetto sul Foro Italico, con due ordini di logge su una facciata bianca. Dopo i lavori di restauro ad opera della Provincia, due sale del Loggiato sono la sede di mostre e manifestazioni.

04 Fontana del Cavallo Marino
La Fontana venne costruita nel Settecento su un progetto di Ignazio Marabutti. Venne collocata, originariamente, nel giardino di Palazzo Ajutamicristo. In seguito, nel 1864 circa, nell'ambito dei lavori per il restauro della piazza S.Spirito, la fontana venne trasferita nella sua collocazione attuale.

05 Museo delle marionette
Fondato nel 1975 dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino si è costantemente ispirato ai principi della moderna museografia e all’attività teatrale, diventando così uno dei migliori esempi di ricerca museografica sul teatro.
Il museo ospita una collezione di 3500 pezzi provenienti da tutto il mondo; l’annessa biblioteca Giuseppe Leggio possiede circa 3000 volumi sul teatro di figura e sulle tradizioni popolari.
Tra le varie iniziative promosse, particolare attenzione viene data, da un lato all’attività teatrale - volta sia alla produzione di spettacoli innovativi che alla promozione dello spettacolo tradizionale dell’opera dei pupi - e dall’altro alla didattica: visite guidate con proiezioni video, seminari teorico-pratici sulle varie tradizioni del teatro di animazione, dimostrazioni di tecniche di manovra vengono organizzati sia per le scolaresche che per gli insegnanti e gli operatori scolastici.

06 La Cala
La Cala è un arco di mare compreso fra la via Francesco Crispi e il Foro Italico e corrisponde al porto più antico della città di PalermoFurono per primi i Fenici a sfruttare questa insenatura naturale, in cui sfociavano i fiumi Kemonia e Papireto che adesso, a causa dell'espansione del centro storico, hanno un letto sotterraneo.Protetto ad est dal Castello a Mare, il molo (costruito fra il 1300 e il 1445) rimase l'unico approdo della città fino al XVI secolo, periodo in cui iniziò lo sviluppo portuale delle zone dei quartieri di Santa Lucia (l'attuale Borgo vecchio) e di Sant'Erasmo. Anche se nel corso dei secoli il maggior traffico marittimo si spostò dalla Cala al porto vero e proprio (più a nord), l'insenatura attirò sempre l'interesse degli urbanisti palermitani nei vari periodi storici.Attualmente la Cala si presenta come un porticciolo turistico a forma di "U" all'interno del centro storico.

I Quattro Canti (Distanza 810mt tempo di percorrenza 9 minuti)

I Quattro CantiProseguendo per Corso Vittorio Emanuele e percorrendo circa 500 mt. dallo Scalino del Cardinale si arriva ai Quattro Canti, il centro geografico della città, dove è possibile soffermarsi a Piazza Pretoria e Piazza Bellini. Salendo poi per via del Ponticello si giunge a Piazza Casa Professa, e all'omonima chiesa Barocca. A 100 mt ancora il mercato di Ballarò e quindi l'ingresso al quartiere dell'Albergheria.


01 Quattro Canti

Chiamata anche “Teatro del Sole”, questa piazza rappresenta una vera rivoluzione del pensiero urbanistico. Voluta dal vicerè spagnolo marchese di Villena e progettata dall’architetto e ingegnere romano Giulio Lasso, simboleggia con quattro statue poste al di sopra di altrettante vasche in marmo, le quattro stagioni. Nella parte superiore quattro statue raffigurano i re spagnoli e al livello più alto le Sante care al popolo palermitano.

02 Piazza Pretoria
Lungo la via Maqueda, a pochi passi, la piazza Pretoria rappresenta un altro esempio di quella nuova tendenza che animò l’architettura del XVI secolo. La fontana, posta centralmente rispetto alla piazza, fu acquistata dal Senato palermitano dai Toledo, a Firenze, che a loro volta avevano dato incarico a Camilliani e Michelangelo Naccherino di realizzare questa splendida opera scultorea per decorare la loro residenza. Il carattere monumentale della piazza è dato dalla presenza degli imponenti edifici e delle solenni chiese che la circondano.
Sul lato meridionale della piazza, con la sua massa quadrangolare, squadrata, fa da quinta il Palazzo del Comune conosciuto anche come Palazzo della Aquile. Rifatto interamente nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Damiani Almeyda, hanno acquisito un rigida simmetria sia la facciata che il suo interno.


03 Chiesa di S. Giuseppe dei Teatini
La ricerca seicentesca del solenne, del grandioso trova in questa chiesa una meravigliosa interpretazione. La facciata principale sul corso Vittorio Emanuele, a ridosso della piazza Villena, riprende con la grande massa in movimento i canoni dell’architettura barocca. All’interno le altissime colonne marmoree la dividono, con un dinamico ritmo, in tre navate rivestite di marmo disposto con sobria sapienza. La volta che corre lungo la navata centrale è interamente decorata con variopinti affreschi, oggi quasi interamente rifatti.

04 Piazza Bellini
Comunicante attraverso uno stretto e corto vicolo con la piazza Pretoria, questo spazio, dedicato ad un genio della musica italiana, accoglie diversi e fondamentali monumenti risalenti ad epoche diverse. Su un lato della piazza, anticamente chiamata il Piano della Corte in quanto vi era ubicato l’ingresso del Palazzo Senatorio, sorge il Teatro Carolino. Edificato nei primi anni dell’Ottocento e per lungo tempo il teatro più frequentato della città, nel 1860 venne dedicato al grande musicista catanese Vincenzo Bellini. Dopo il devastante incendio del 1964, è stato riaperto solo nel 2001 diventando sede particolarmente suggestiva della programmazione del Teatro Biondo Stabile di Palermo.

05 Chiesa di S. Caterina
La Chiesa di Santa Caterina, esternamente di chiara fattura manierista, nasconde un interno degno di essere ammirato quale grandioso esempio di arte barocca siciliana. La migrazione, soprattutto dei religiosi, verso Roma introdusse nella città nuove esperienze che, fondendosi con la concezione siciliana dell’arte diedero vita a quel periodo di grande fervore di cui questa chiesa è splendida testimonianza.

06 La Martorana
La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, conosciuta come Chiesa della Martorana, fu edificata nel 1143 dal grande ammiraglio di re Ruggero, Giorgio Antiochieno. Si trova inglobata tra più recenti costruzioni ed a causa degli evidenti interventi subiti in età barocca ha perso la sua originale conformazione ed in parte i decori tipici in stile arabo-normanno.

07 Casa Professa
La chiesa fu iniziata nel 1564 sulle rovine di altre chiese e terminata nel 1630 dai padri gesuiti che in quel periodo godevano della stima e dell’appoggio del viceregno spagnolo. La facciata rinascimentale si presenta ordinata, sobria, mentre all’interno un manto decorativo in stile barocco si estende ininterrottamente su tutte le pareti. Il restauro effettuato dopo i bombardamenti dell’ultima guerra ha comunque mantenuto quasi intatta la conformazione originaria e la pregevole decorazione interna.
Intarsi in marmo, stucchi e sculture riempiono l’interno in un unico gioco di luce. Intere generazioni di Gesuiti per circa due secoli hanno minuziosamente lavorato alla realizzazione di questa fastosa decorazione, realizzando infinite composizioni e raffigurazioni di putti, animali, piante, uomini, tutti parte di un unico decoro. La volta, con i suoi vivaci affreschi, completa la policromia dell’ornamento concorrendo a quella che sarà definita l’architettura gesuitica.

08 Mercato di Ballarò
Nel cuore dello stesso quartiere degradato, denominato l’Albergheria, ogni giorno si organizza il tradizionale mercato alimentare di Ballarò. Relativamente all’origine della denominazione della piazza e del mercato, tra le tante versioni sostenute si ritiene più verosimile quella che asserisce derivi dall’arabo balalah, ovverosia confusione.
Certo è, comunque, che la tradizione siciliana del mercato, affonda le sue radici nella cultura araba. Gli spazi angusti popolati da fiumi di persone, accalcate tra innumerevoli bancarelle e assordate dalle grida dei venditori, sono costanti che risalgono al periodo in cui gli arabi commerciavano in spezie con le Indie. Oggi vi si trovano
alimenti di ogni genere, in prevalenza prodotti locali e specialità tipiche siciliane messi in mostra su bancarelle che invadono la piazza.

Cattedrale e Palazzo Reale (Distanza 1,1 Km tempo di percorrenza 12 minuti)

Cattedrale e Palazzo RealeProseguendo per Corso Vittorio Emanuele ed oltrepassando i Quattro Canti, si percorre circa km 1,5 e si arriva alla zona della Cattedrale di Palermo e del Palazzo Reale, fino a Porta Nuova e Piazza Indipendenza.



01 Cattedrale

La Cattedrale di Palermo è un grandioso complesso architettonico composto in diversi stili, dovuti alle varie fasi di costruzione.
Eretta nel 1185 dall'arcivescovo Gualtiero Offamilio sull'area della prima basilica che i Saraceni avevano trasformato in moschea, ha subito nel corso dei secoli vari rimaneggiamenti; l'ultimo è stato alla fine del Settecento, quando, in occasione del consolidamento strutturale, si rifece radicalmente l'interno su progetto di Ferdinando Fuga.

02 Palazzo Sclafani
Posto sull’angolo orientale, pro-spiciente la piazza San Giovanni Decollato, il Palazzo Sclafani rappresenta un raro esempio di architettura civile in stile tardo normanno. Si narra che fu costruito in meno di un anno dal potente feudatario Matteo Sclafani, per umiliare il cognato Manfredi Chiaramonte, pro-prietario dell’imponente Palazzo Steri. Lo splendido edificio terminato nel 1330 fu adibito ad ospedale durante il periodo spagnolo e successivamente trasformato in caserma.

03 Porta Nuova
La Porta Nuova, edificata nel 1583 al posto di una precedente chiamata Porta del Sole, segna l’estremità settentrionale del Cassaro e lo inquadra in una prospettiva il cui punto di fuga oltrepassa Porta Felice e termina a mare. La costruzione, deli-berata dal Senato cittadino per celebrare il rientro dell’impe-ratore Carlo V, reduce dalle vittorie africane, rievoca gli archi trionfali romani in chiave stilistica tardo rinascimentale. La parte esterna è decorata con quattro grandi statue allegoriche raffiguranti mori prigionieri, due con le mani incrociate e due con le braccia mozze.

04 Palazzo Reale o Palazzo dei Normanni
Sul finire dell’anno Mille, i Normanni ampliarono una preesistente fortezza araba, a sua volta edificata sui resti del centro abitativo romano, e ne fecero la loro residenza. Erano affascinati dalla cultura araba a tal punto che, per la realizzazione di chiese e palazzi, si servirono di maestranze e persino di architetti arabi, sortendo quel risultato estetico che oggi viene definito stile arabo-normanno.
Il prospetto su piazza Vittoria risale al 1555 quando i vicerè spagnoli fecero ristrutturare integralmente l’intero edificio, caduto in rovina dopo il declino della dominazione sveva. Nello stesso periodo furono demolite due delle quattro torri d’angolo e furono realizzati il cortile Maqueda e il cortile pensile della fontana. All’interno, l’irregolare poligono del Palazzo è distribuito in appartamenti, stanze e sale reali, movimentati da giardini pensili, fontane, corsi d’acqua, terrazzi e loggiati.
Oggi è sede del Parlamento siciliano.

05 Cappella Palatina
Ubicata al primo piano del PalazzoReale e dedicata da re Ruggero, nel 1132, a San Pietro.
Ricco di decorazioni e iscrizioni arabe, questo tempio cristiano è l’emblema dello spirito illuminista dei re normanni.
Tra i mosaici che ricoprono la parte superiore delle pareti, raffiguranti soggetti della storia cristiana, risplende, nell’abside maggiore, la grande figura benedicente del Cristo Pantocra-tore, dove un iscrizione a caratteri greci ammonisce: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina fra le tenebre, ma avrà la luce dalla vita”. E’ questo, dunque, il simbolo del grande processo di integrazione culturale operato dai re normanni che segnò profondamente lo sviluppo della cultura palermitana.

06 Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti
Lo stesso re Ruggero fece costruire nei pressi del Palazzo una piccola chiesa che dedicò a San Giovanni. L’appellativo “degli Eremiti” è probabilmente dovuto alla vita eremitica prediletta dai Benedettini che l’amministravano. Vicina al Palazzo era pertanto considerata la seconda chiesa reale, a tal punto che il suo abbate era contemporaneamente consigliere della famiglia reale e cappellano della Cappella Palatina dove si svolgevano le reali funzioni ecclesiastiche.
Anche se il restauro operato verso la fine dell’ottocento ne compromise la continuità stilistica, restano mirabili il campanile e le tipiche cupole emisferiche, elementi inconfondibili dell' autentico stile arabo-normanno. Di pregevole fattura il chiostro, realizzato successivamente, che si integra compiutamente nell'organismo architettonico originario.

Zona Kalsa, Spasimo e Via Lincoln (Distanza 1,8 Km tempo di percorrenza 20 minuti)

Zona Kalsa, Spasimo e Via Lincoln01 Piazza Kalsa
Quando i re arabi sentirono vacillare la sicurezza del regno, ritennero necessario lo spostamento della sede di potere in una zona aperta all’esterno. Il quartiere della Kalsa, in prossimità del mare, corrispondeva ai requisiti di sicurezza e divenne il centro residenziale degli Arabi. Qui costruirono la reggia e le moschee, dettando così la prima vera espansione controllata del nucleo originario della città. La piazza Kalsa corrisponde al cuore dell’antico insediamento arabo e oggi, pur non essendoci pervenute le meravigliose costruzioni arabe, custodisce anche la magia di una storia più recente. La separazione con il Foro Italico è ancora costituita dalle antiche mura di Palermo che lasciano intravedere il mare attraverso la cinquecentesca Porta dei Greci. Chiamata anche Porta d’Africa, fu aperta nel 1553, anche se la realizzazione esterna risale al 1582, nell’ambito dei lavori di sistemazione del Foro Italico, voluti dal viceré Marcantonio Colonna.
L’edificio adiacente alla porta fu edificato invece nel 1832 sulle rovine di un precedente edificio. Il marchese Enrico Forcella, da cui il nome del sontuoso palazzo, interpretando il gusto eclettico dell’epoca, si ispirò alle costruzioni arabo-normanne, riuscendo perfettamente ad imitarne lo stile.

02 Chiesa di S. Teresa
La piazza deve parte del suo prestigio alla presenza dell’ammirevole Chiesa di Santa Teresa. Ultimata nel 1706 come luogo di culto per le Carmelitane che risedevano nel vicino convento, fu progettata dall’architetto Giacomo Amato. Di particolare rilievo la facciata che è una delle più alte manifestazioni dell’arte barocca in Sicilia.
L’interno non trova un’esatta corrispondenza dimensionale con l’imponenza della facciata esterna. Lo spazio si presenta organico e ricco di una intensa luminosità che penetra dalle aperture. Diverse opere di grande spessore artistico sono contenute al suo interno; tra queste molte sono le tele e in particolare merita doverosa attenzione la Maternità della Madonna dietro l’altare maggiore.
Le opere raffiguranti Santa Teresa e Sant’Anna ubicate nell’abside sono attribuite al
Serpotta.

03 Lo Spasimo
Nel 1492, quando uno dei monasteri benedettini più in auge dell’isola aderì alla congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto, questa acquistò potere e iniziò, già nei primi anni del 1500, ad espandersi in tutti i centri della Sicilia. Così, nel tradizionale rifiuto per le innovazioni rinascimentali, reimpiegando le concezioni stilistiche tardo gotiche, nascevano il Convento e la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo. Successivamente il luogo fu interessato dal piano di fortificazione della città, voluto dal Gonzaga; la costruzione di un bastione difensivo a ridosso delle mura di cinta, compromise l’assetto del complesso tanto da costringere gli Olivetani ad abbandonarlo definitivamente.
Nascosta da misere costruzioni, soffocata da un tessuto urbano degradato, vi si accede soltanto dall’interno dell’ex Ospedale Principe Umberto. L’interno è diviso in tre navate; le laterali coperte da volte costolonate a crociera, la centrale, attualmente scoperta dotata di un tetto ligneo sorretto da capriate. Lo spiccato verticalismo delle strutture, assolutamente disadorne se non della propria forma e dimensione, le conferisce un senso mistico di imponenza.

04 La Gancia
Il complesso di S. Maria degli Angeli, più conosciuto col nome “La Gancia” (ossia ricovero per forestieri) è costituito dal Convento e dalla Chiesa.
L'origine del convento risale al 1430. Nel tempo, esso fu sede del ministro provinciale e fu abitato da frati di santa vita. Con la soppressione del 1866 il convento fu adibito ad archivio di stato; i frati ripresero, in seguito, le attività come cappellani della cinquecentesca chiesa e di apostolato dal 1882, costruendo alcune stanze sulle cappelle del lato destro della chiesa. Dal 1999 il convento è stato di nuovo adibito a curia provinciale e punto di riferimento per tutti i frati della Provincia.
La chiesa fu costruita sui resti di un tempio preesistente. I lavori iniziarono nel 1490 e si conclusero intorno al 1500, non senza qualche difficoltà. La facciata presenta portali ad archi ogivali di stile tardo-gotico. L’interno è a croce greca, con una grande navata centrale e varie cappelle laterali. Vi si conserva un notevole patrimonio artistico, comprendente opere del Serpotta, del Gagini e del Novelli, oltre ad un magnifico organo del Seicento. Stupenda è anche la cappella di proprietà della famiglia reale spagnola, dedicata alla Madonna di Guadalupe.
Fra il transetto e Via Alloro, fu scavato un foro, poi chiamato “Buca della Salvezza”. Nel 1860 - attraverso questo foro - due patrioti mazziniani che si erano rifugiati nella cripta, riuscirono a sfuggire alla cattura da parte delle milizie borboniche.


05 La Magione
La Chiesa della Magione, ubicata sul versante occidentale dell’omonima piazza, è una delle più antiche della città. Risale al 1150, e fu concessa prima all’ordine dei Cistercensi e successivamente all’ordine dei Templari Teutonici nel 1197. Dedicata alla Santissima Trinità, è anche conosciuta con il nome di Chiesa della Magione, dalla evoluzione del nome “Mansio” con cui era chiamato il precettore dell’ordine che risiedeva nell’attigua abbazia.

06 Villa Giulia
La Villa Giulia, dedicata a Giulia Guevara, moglie del viceré Marcantonio Colonna, è uno splendido giardino pubblico realizzato dall’architetto Nicolò Palma nel 1777. Il disegno rigidamente geometrico, determinato dalla forma quadrata, è diviso in molteplici campi da viali diagonali e paralleli ai lati, che si intersecano al centro di una piazza circolare, manifestando la razionalità del pensiero illuminista. Il momento culminante di tale filone di pensiero trova la sua espressione nella rappresentazione scultorea dentro la fontana ubicata nella piazza centrale.
Un putto, emblema della decorazione fine a se stessa dell’epoca barocca, regge dodici orologi sul capo che segnano le ore col sistema solare.

07 Orto Botanico
Adiacente alla villa, l’Orto Botanico è stato realizzato nel 1789 per la coltura delle piante curative, utili didatticamente ad una delle prime forme di università: l’Accademia dei Regi Studi. Anche il disegno della parte più antica dell’orto segue rigide regole geometriche e speculari simmetrie.
Al suo interno numerosissime sono le specie vegetali provenienti da tutto il mondo, tra le quali il famoso albero del sapone, imponenti cicas e anche diverse specie di piante acquatiche immerse in una grande vasca circolare. Il trittico di edifici che si scorge sul fronte prospiciente la via Lincoln fu realizzato quasi contemporaneamente. Opera dell’architetto Leone Dufourny quello centrale e di Venanzio Marvuglia i due laterali, adibiti a calidarium e tepidarium. Lo stile dell’edificio centrale aderisce ai canoni neoclassici dell’epoca e ne utilizza gli elementi fondamentali come il portico tetràstilo con colonne doriche e la cupola centrale a copertura dell’aula.

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