Lo Sparviero si trova in una posizione centrale di Palermo e permette di potere visitare a piedi i monumenti più belli della città.
Piazza Marina (Distanza 1,3 Km tempo di percorrenza 14 minuti)
Piazza Marina
può essere considerato, a ragion di merito,
il punto di maggiore raccolta di palazzi antichi
della città di Palermo. Questi palazzi,
che oramai da tempo godono di pregevoli ristrutturazioni,
si trovano l'uno accanto all'altro e riportano
ad atmosfere ottocentesche grazie alle loro
tipiche facciate. Pregevole anche il Mercato
dell'Antiquariato, proprio di fronte
al ristorante, dove si possono trovare molti
oggetti antichi e preziosi.
01 Palazzo Fatta Il Palazzo, di origine seicentesca,
venne sottoposto ad interventi di restauro e
modifiche durante il Sette e Ottocento. Il Salone
è decorato con un affresco settecentesco,
opera di Antonio Manno, rappresentante il Trionfo
delle Arti Liberali. 02 Palazzo Oliveri Costruzione del XVII
secolo 03 Palazzo Trabucco
della Torretta Originario del tardo-barocco.
All'interno di questo palazzo si trova il ristorante
Lo Scalino del Cardinale. 04 Palazzo Mirto È stato per quattro
secoli dimora palermitana dei Filangeri, famiglia
nobile che vanta origini leggendarie legate
alla figura del cavaliere normanno Angerio I.
Costruito nel seicento (poi ristrutturato nel
’700 e nell’800), è uno dei
rari esempi di residenza nobiliare rimasta integra
con i suoi fastosi arredi originari. In tutti
gli eleganti saloni, preziosi mobili Luigi XV,
Luigi XVI e Impero; e nel terrazzo, uno scenografico
ninfeo con decorazione rococò.
Oggi è un museo. 05 Chiesa di S.
Maria dei Miracoli Origini del cinquecento
dal prospetto rinascimentale con decorazioni
gaginesche. 06 Palazzo Galletti
di San Cataldo D’origine duecentesca,
con prospetto neogotico del 1866. 07 Palazzo Notarbartolo
di Villarosa Dall’imponente facciata
ottocentesca. 08 Palazzo Gravina
di Palagonia E eretto nel 1580 e radicalmente
ristrutturato nel ’700, con cortile loggiato,
oggi sede di uffici comunali. 09 Villa Garibaldi Il giardino occupa la parte
centrale di piazza Marina e ospita alcuni rari
esemplari di Ficus Magnolioides dagli enormi
tronchi. Fu il celebre architetto Filippo Basile
a progettarlo con una bella inferriata che ancora
oggi si può ammirare, dopo i restauri.
Al suo interno si trovano alcuni edifici decò
e un´ampia fontana.
Ogni sabato e domenica, attorno alla cancellata
della villa, si svolge un mercatino dell'antiquariato
molto interessante. 10 Palazzo Chiaramonte
o Steri Il Palazzo venne costruito
nel Trecento per volere di Manfredi Chiaramonte
ed è noto anche con il nome di Steri,
dalla parola Hosterium che significa palazzo
fortificato. Dai primi anni del Quattrocento
al Cinquecento fu sede dei vicerè spagnoli
e dal 1600 al 1782 divenne Tribunale dell'Inquisizione,
con l'aggiunta di locali adibiti a prigioni.
L'edificio presenta le caratteristiche del gotico-rinascimentale.
Ha una forma quadrata, con i prospetti decorati
da bifore e trifore e inserti di pietra di lava.
Al piano terra si trova una corte interna porticata,
il secondo piano venne costruito nel 1377 e
non fu terminato. Al primo piano, invece, si
trova la Sala Magna, con un soffitto in legno
decorato nel Trecento da artisti siciliani con
rappresentazioni cavalleresche e argomenti didascalici.
Interventi di restauro vennero intrapresi a
metà del Novecento da Carlo Scarpa. Attualmente
il Palazzo ospita il Rettorato dell'Università
degli Studi di Palermo. Solo alcune stanze sono
visitabili. 11 Palazzo Abatellis(1495) Opera dell’architetto
Matteo Carnilivari, con un bel portale gotico-catalano,
trifore e sculture nel prospetto; sede della
Galleria regionale della Sicilia, custodisce
straordinarie opere d’arte, fra le quali
la tavola dell’Annunciata, capolavoro
di Antonello da Messina; il gigantesco dipinto
col Trionfo della Morte, di anonimo quattrocentesco
(da alcuni attribuito a Pisanello); il trittico
fiammingo con la Madonna col Bambino di Jean
Gossaert (Mabuse); e il quattrocentesco busto
marmoreo di Eleonora d’Aragona di Francesco
Laurana. 12 Palazzo dell’Intendenza
di Finanza Risultante dalla trasformazione
di metà ’800 del Palazzo della
regia Zecca (1699) 13 Chiesa di San
Giovanni dei Napoletani Edificata alla fine del
’500 dalla congregazione della nazione
dei Napoletani. La decorazione a stucco, settecentesca,
è opera di Procopio Serpotta. 14 Chiesa S. Maria
della Catena Così chiamata perché
su un muro di essa era assicurata un’estremità
della catena che chiudeva l’antico porto
della Cala, è opera dell’architetto
Matteo Carnalivari, che la costruì a
partire dal 1502.
Esempio raffinatissimo di architettura siciliana
protorinascimentale con attardati modi gotico-catalani,
ha un’elegante loggia a tre archi policentrici
alla sommità di una scalinata. L’interno,
di aerea spazialità, possiede opere d’arte
rinascimentali e barocche. 15 Ex Palazzo Notarbartolo Ai piedi di questo
palazzo si trova il Ristorante-Pizzeria "Le
Pergamene".
Zona Porta Felice e Cala (Distanza 2 Km tempo di percorrenza 23 minuti)
Dopo avere attraccato la barca
alla Cala di Palermo, dopo avere attraversato
prima la passerella e poi un semaforo pedonale,
si giunge proprio a Piazza Marina e quindi allo Scalino del Cardinale.
Se invece si prosegue lateralmente si arriva
a Porta Felice, che rappresenta il vero ingresso
al centro storico della città.
01
Porta Felice Al termine del
Cassaro lato mare.
La prima pietra fu posta nel 1582 dal vicerè
Marcantonio Colonna, che volle una porta simile
a quella progettata dalla parte opposta del
Cassaro.
La porta fu battezzata Porta Felice in onore
di sua moglie Felice Orsini.
02
Palazzo Butera e Passeggiata delle Cattive Il Palazzo risale
alla metà del Seicento e appartiene,
da allora, alla famiglia Lanza Branciforti.
L'edificio si trova sulla Passeggiata delle
Cattive, una terrazza pubblica frequentata in
passato dalle vedove della città. L'aspetto
odierno della facciata risale ad un intervento
ottocentesco.
All'interno si trovano diversi saloni decorati
tra Sette e Ottocento, con cornici marmoree
o in stucco, decorazioni in legno colorato e
pavimentazioni in marmo. Il Salone d'ingresso
presenta i dipinti raffiguranti gli antenati
illustri della famiglia, i loro feudi e angeli
che sostengono lo stemma del casato. Il Salone
della Ceramica prende il nome dal pavimento
realizzato con questo materiale, mentre nella
Biblioteca si trova un dipinto raffigurante
la Giustizia. Il Salone Gotico presenta arredi
in questo stile e il Salone da ballo è
decorato da stucchi dorati e bianchi. Il Salone
rosso, invece, è caratterizzato dal rivestimento
delle pareti in seta rossa. Nell'atrio del Palazzo
è collocata una lapide a ricordo di due
esponenti della famiglia che furono due eroi
durante il primo conflitto mondiale, Ignazio
e Manfredi Lanza di Trabia.
03 Loggiato S.
Bartolomeo (ex ospedale di Palermo) Il Loggiato venne costruito
tra il Cinquecento e il Seicento, ad opera della
Confraternita di San Bartolomeo, per essere
adibito ad ospedale. Nell'Ottocento perse la
sua originaria funzione e divenne un Conservatorio.
Negli anni della Seconda Guerra Mondiale l'edificio
subì gravi danni in seguito ai bombardamenti.
Dell'antica struttura rimane solamente il prospetto
sul Foro Italico, con due ordini di logge su
una facciata bianca. Dopo i lavori di restauro
ad opera della Provincia, due sale del Loggiato
sono la sede di mostre e manifestazioni.
04 Fontana del Cavallo
Marino La Fontana venne costruita
nel Settecento su un progetto di Ignazio Marabutti.
Venne collocata, originariamente, nel giardino
di Palazzo Ajutamicristo. In seguito, nel 1864
circa, nell'ambito dei lavori per il restauro
della piazza S.Spirito, la fontana venne trasferita
nella sua collocazione attuale.
05 Museo delle
marionette Fondato nel 1975 dall’Associazione
per la conservazione delle tradizioni popolari,
il Museo internazionale delle marionette Antonio
Pasqualino si è costantemente ispirato
ai principi della moderna museografia e all’attività
teatrale, diventando così uno dei migliori
esempi di ricerca museografica sul teatro.
Il museo ospita una collezione di 3500 pezzi
provenienti da tutto il mondo; l’annessa
biblioteca Giuseppe Leggio possiede circa 3000
volumi sul teatro di figura e sulle tradizioni
popolari.
Tra le varie iniziative promosse, particolare
attenzione viene data, da un lato all’attività
teatrale - volta sia alla produzione di spettacoli
innovativi che alla promozione dello spettacolo
tradizionale dell’opera dei pupi - e dall’altro
alla didattica: visite guidate con proiezioni
video, seminari teorico-pratici sulle varie
tradizioni del teatro di animazione, dimostrazioni
di tecniche di manovra vengono organizzati sia
per le scolaresche che per gli insegnanti e
gli operatori scolastici.
06 La Cala La Cala è un arco
di mare compreso fra la via Francesco Crispi
e il Foro Italico e corrisponde al porto più
antico della città di PalermoFurono per
primi i Fenici a sfruttare questa insenatura
naturale, in cui sfociavano i fiumi Kemonia
e Papireto che adesso, a causa dell'espansione
del centro storico, hanno un letto sotterraneo.Protetto
ad est dal Castello a Mare, il molo (costruito
fra il 1300 e il 1445) rimase l'unico approdo
della città fino al XVI secolo, periodo
in cui iniziò lo sviluppo portuale delle
zone dei quartieri di Santa Lucia (l'attuale
Borgo vecchio) e di Sant'Erasmo. Anche se nel
corso dei secoli il maggior traffico marittimo
si spostò dalla Cala al porto vero e
proprio (più a nord), l'insenatura attirò
sempre l'interesse degli urbanisti palermitani
nei vari periodi storici.Attualmente la Cala
si presenta come un porticciolo turistico a
forma di "U" all'interno del centro
storico.
I Quattro Canti (Distanza 810mt tempo di percorrenza 9 minuti)
Proseguendo
per Corso Vittorio Emanuele e percorrendo circa
500 mt. dallo Scalino
del Cardinale si
arriva ai Quattro Canti, il centro geografico
della città, dove è possibile
soffermarsi a Piazza Pretoria e Piazza Bellini.
Salendo poi per via del Ponticello si giunge
a Piazza Casa Professa, e all'omonima chiesa
Barocca. A 100 mt ancora il mercato di Ballarò
e quindi l'ingresso al quartiere dell'Albergheria.
01 Quattro Canti Chiamata anche
“Teatro del Sole”, questa piazza
rappresenta una vera rivoluzione del pensiero
urbanistico. Voluta dal vicerè spagnolo
marchese di Villena e progettata dall’architetto
e ingegnere romano Giulio Lasso, simboleggia
con quattro statue poste al di sopra di altrettante
vasche in marmo, le quattro stagioni. Nella
parte superiore quattro statue raffigurano i
re spagnoli e al livello più alto le
Sante care al popolo palermitano.
02
Piazza Pretoria Lungo la via Maqueda,
a pochi passi, la piazza Pretoria rappresenta
un altro esempio di quella nuova tendenza che
animò l’architettura del XVI secolo.
La fontana, posta centralmente rispetto alla
piazza, fu acquistata dal Senato palermitano
dai Toledo, a Firenze, che a loro volta avevano
dato incarico a Camilliani e Michelangelo Naccherino
di realizzare questa splendida opera scultorea
per decorare la loro residenza. Il carattere
monumentale della piazza è dato dalla
presenza degli imponenti edifici e delle solenni
chiese che la circondano.
Sul lato meridionale della piazza, con la sua
massa quadrangolare, squadrata, fa da quinta
il Palazzo del Comune conosciuto anche come
Palazzo della Aquile. Rifatto interamente nella
seconda metà dell’Ottocento dall’architetto
Damiani Almeyda, hanno acquisito un rigida simmetria
sia la facciata che il suo interno. 03 Chiesa di S.
Giuseppe dei Teatini La ricerca seicentesca del
solenne, del grandioso trova in questa chiesa
una meravigliosa interpretazione. La facciata
principale sul corso Vittorio Emanuele, a ridosso
della piazza Villena, riprende con la grande
massa in movimento i canoni dell’architettura
barocca. All’interno le altissime colonne
marmoree la dividono, con un dinamico ritmo,
in tre navate rivestite di marmo disposto con
sobria sapienza. La volta che corre lungo la
navata centrale è interamente decorata
con variopinti affreschi, oggi quasi interamente
rifatti.
04 Piazza Bellini Comunicante attraverso uno
stretto e corto vicolo con la piazza Pretoria,
questo spazio, dedicato ad un genio della musica
italiana, accoglie diversi e fondamentali monumenti
risalenti ad epoche diverse. Su un lato della
piazza, anticamente chiamata il Piano della
Corte in quanto vi era ubicato l’ingresso
del Palazzo Senatorio, sorge il Teatro
Carolino. Edificato
nei primi anni dell’Ottocento e per lungo
tempo il teatro più frequentato della
città, nel 1860 venne dedicato al grande
musicista catanese Vincenzo Bellini. Dopo il
devastante incendio del 1964, è stato
riaperto solo nel 2001 diventando sede particolarmente
suggestiva della programmazione del Teatro Biondo
Stabile di Palermo.
05 Chiesa di S.
Caterina La Chiesa di Santa Caterina,
esternamente di chiara fattura manierista, nasconde
un interno degno di essere ammirato quale grandioso
esempio di arte barocca siciliana. La migrazione,
soprattutto dei religiosi, verso Roma introdusse
nella città nuove esperienze che, fondendosi
con la concezione siciliana dell’arte
diedero vita a quel periodo di grande fervore
di cui questa chiesa è splendida testimonianza.
06 La Martorana La Chiesa
di Santa Maria dell’Ammiraglio,
conosciuta come Chiesa della Martorana, fu edificata
nel 1143 dal grande ammiraglio di re Ruggero,
Giorgio Antiochieno. Si trova inglobata tra
più recenti costruzioni ed a causa degli
evidenti interventi subiti in età barocca
ha perso la sua originale conformazione ed in
parte i decori tipici in stile arabo-normanno.
07 Casa
Professa La chiesa fu iniziata nel
1564 sulle rovine di altre chiese e terminata
nel 1630 dai padri gesuiti che in quel periodo
godevano della stima e dell’appoggio del
viceregno spagnolo. La facciata rinascimentale
si presenta ordinata, sobria, mentre all’interno
un manto decorativo in stile barocco si estende
ininterrottamente su tutte le pareti. Il restauro
effettuato dopo i bombardamenti dell’ultima
guerra ha comunque mantenuto quasi intatta la
conformazione originaria e la pregevole decorazione
interna.
Intarsi in marmo, stucchi e sculture riempiono
l’interno in un unico gioco di luce. Intere
generazioni di Gesuiti per circa due secoli
hanno minuziosamente lavorato alla realizzazione
di questa fastosa decorazione, realizzando infinite
composizioni e raffigurazioni di putti, animali,
piante, uomini, tutti parte di un unico decoro.
La volta, con i suoi vivaci affreschi, completa
la policromia dell’ornamento concorrendo
a quella che sarà definita l’architettura
gesuitica.
08 Mercato di Ballarò Nel cuore dello stesso quartiere
degradato, denominato l’Albergheria,
ogni giorno si organizza il tradizionale mercato
alimentare di Ballarò. Relativamente
all’origine della denominazione della
piazza e del mercato, tra le tante versioni
sostenute si ritiene più verosimile quella
che asserisce derivi dall’arabo balalah,
ovverosia confusione.
Certo è, comunque, che la tradizione
siciliana del mercato, affonda le sue radici
nella cultura araba. Gli spazi angusti popolati
da fiumi di persone, accalcate tra innumerevoli
bancarelle e assordate dalle grida dei venditori,
sono costanti che risalgono al periodo in cui
gli arabi commerciavano in spezie con le Indie.
Oggi vi si trovano
alimenti di ogni genere, in prevalenza prodotti
locali e specialità tipiche siciliane
messi in mostra su bancarelle che invadono la
piazza.
Cattedrale e Palazzo Reale (Distanza 1,1 Km tempo di percorrenza 12 minuti)
Proseguendo per Corso Vittorio
Emanuele ed oltrepassando i Quattro Canti, si
percorre circa km 1,5 e si arriva alla zona
della Cattedrale di Palermo e del Palazzo Reale,
fino a Porta Nuova e Piazza Indipendenza.
01 Cattedrale La Cattedrale di Palermo
è un grandioso complesso architettonico
composto in diversi stili, dovuti alle varie
fasi di costruzione. Eretta nel
1185 dall'arcivescovo Gualtiero Offamilio sull'area
della prima basilica che i Saraceni avevano
trasformato in moschea, ha subito nel corso
dei secoli vari rimaneggiamenti; l'ultimo è
stato alla fine del Settecento, quando, in occasione
del consolidamento strutturale, si rifece radicalmente
l'interno su progetto di Ferdinando Fuga.
02
Palazzo Sclafani Posto sull’angolo
orientale, pro-spiciente la piazza San Giovanni
Decollato, il Palazzo Sclafani rappresenta un
raro esempio di architettura civile in stile
tardo normanno. Si narra che fu costruito in
meno di un anno dal potente feudatario Matteo
Sclafani, per umiliare il cognato Manfredi Chiaramonte,
pro-prietario dell’imponente Palazzo Steri.
Lo splendido edificio terminato nel 1330 fu
adibito ad ospedale durante il periodo spagnolo
e successivamente trasformato in caserma. 03 Porta Nuova La Porta Nuova, edificata
nel 1583 al posto di una precedente chiamata
Porta del Sole, segna l’estremità
settentrionale del Cassaro e lo inquadra in
una prospettiva il cui punto di fuga oltrepassa
Porta Felice e termina a mare. La costruzione,
deli-berata dal Senato cittadino per celebrare
il rientro dell’impe-ratore Carlo V, reduce
dalle vittorie africane, rievoca gli archi trionfali
romani in chiave stilistica tardo rinascimentale.
La parte esterna è decorata con quattro
grandi statue allegoriche raffiguranti mori
prigionieri, due con le mani incrociate e due
con le braccia mozze.
04
Palazzo Reale o Palazzo dei Normanni Sul finire dell’anno
Mille, i Normanni ampliarono una preesistente
fortezza araba, a sua volta edificata sui resti
del centro abitativo romano, e ne fecero la
loro residenza. Erano affascinati dalla cultura
araba a tal punto che, per la realizzazione
di chiese e palazzi, si servirono di maestranze
e persino di architetti arabi, sortendo quel
risultato estetico che oggi viene definito stile
arabo-normanno.
Il prospetto su piazza Vittoria risale al 1555
quando i vicerè spagnoli fecero ristrutturare
integralmente l’intero edificio, caduto
in rovina dopo il declino della dominazione
sveva. Nello stesso periodo furono demolite
due delle quattro torri d’angolo e furono
realizzati il cortile Maqueda e il cortile pensile
della fontana. All’interno, l’irregolare
poligono del Palazzo è distribuito in
appartamenti, stanze e sale reali, movimentati
da giardini pensili, fontane, corsi d’acqua,
terrazzi e loggiati.
Oggi è sede del Parlamento siciliano.
05 Cappella
Palatina Ubicata al primo piano del
PalazzoReale e dedicata da re Ruggero, nel 1132,
a San Pietro.
Ricco di decorazioni e iscrizioni arabe, questo
tempio cristiano è l’emblema dello
spirito illuminista dei re normanni.
Tra i mosaici che ricoprono la parte superiore
delle pareti, raffiguranti soggetti della storia
cristiana, risplende, nell’abside maggiore,
la grande figura benedicente del Cristo Pantocra-tore,
dove un iscrizione a caratteri greci ammonisce:
“Io sono la luce del mondo, chi segue
me non cammina fra le tenebre, ma avrà
la luce dalla vita”. E’ questo,
dunque, il simbolo del grande processo di integrazione
culturale operato dai re normanni che segnò
profondamente lo sviluppo della cultura palermitana.
06
Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti Lo stesso re Ruggero fece
costruire nei pressi del Palazzo una piccola
chiesa che dedicò a San Giovanni. L’appellativo
“degli Eremiti” è probabilmente
dovuto alla vita eremitica prediletta dai Benedettini
che l’amministravano. Vicina al Palazzo
era pertanto considerata la seconda chiesa reale,
a tal punto che il suo abbate era contemporaneamente
consigliere della famiglia reale e cappellano
della Cappella Palatina dove si svolgevano le
reali funzioni ecclesiastiche.
Anche se il restauro operato verso la fine dell’ottocento
ne compromise la continuità stilistica,
restano mirabili il campanile e le tipiche cupole
emisferiche, elementi inconfondibili dell' autentico
stile arabo-normanno. Di pregevole fattura il
chiostro, realizzato successivamente, che si
integra compiutamente nell'organismo architettonico
originario.
Zona Kalsa, Spasimo e Via Lincoln (Distanza 1,8 Km tempo di percorrenza 20 minuti)
01
Piazza Kalsa Quando i re arabi
sentirono vacillare la sicurezza del regno,
ritennero necessario lo spostamento della sede
di potere in una zona aperta all’esterno.
Il quartiere della Kalsa, in prossimità
del mare, corrispondeva ai requisiti di sicurezza
e divenne il centro residenziale degli Arabi.
Qui costruirono la reggia e le moschee, dettando
così la prima vera espansione controllata
del nucleo originario della città. La
piazza Kalsa corrisponde al cuore dell’antico
insediamento arabo e oggi, pur non essendoci
pervenute le meravigliose costruzioni arabe,
custodisce anche la magia di una storia più
recente. La separazione con il Foro Italico
è ancora costituita dalle antiche mura
di Palermo che lasciano intravedere il mare
attraverso la cinquecentesca Porta dei Greci.
Chiamata anche Porta d’Africa, fu aperta
nel 1553, anche se la realizzazione esterna
risale al 1582, nell’ambito dei lavori
di sistemazione del Foro Italico, voluti dal
viceré Marcantonio Colonna.
L’edificio adiacente alla porta fu edificato
invece nel 1832 sulle rovine di un precedente
edificio. Il marchese Enrico Forcella, da cui
il nome del sontuoso palazzo, interpretando
il gusto eclettico dell’epoca, si ispirò
alle costruzioni arabo-normanne, riuscendo perfettamente
ad imitarne lo stile.
02
Chiesa di S. Teresa La piazza deve parte
del suo prestigio alla presenza dell’ammirevole
Chiesa di Santa Teresa. Ultimata nel 1706 come
luogo di culto per le Carmelitane che risedevano
nel vicino convento, fu progettata dall’architetto
Giacomo Amato. Di particolare rilievo la facciata
che è una delle più alte manifestazioni
dell’arte barocca in Sicilia.
L’interno non trova un’esatta corrispondenza
dimensionale con l’imponenza della facciata
esterna. Lo spazio si presenta organico e ricco
di una intensa luminosità che penetra
dalle aperture. Diverse opere di grande spessore
artistico sono contenute al suo interno; tra
queste molte sono le tele e in particolare merita
doverosa attenzione la Maternità della
Madonna dietro l’altare maggiore.
Le opere raffiguranti Santa Teresa e Sant’Anna
ubicate nell’abside sono attribuite al Serpotta.
03 Lo Spasimo Nel 1492, quando uno dei
monasteri benedettini più in auge dell’isola
aderì alla congregazione di Santa Maria
di Monte Oliveto, questa acquistò potere
e iniziò, già nei primi anni del
1500, ad espandersi in tutti i centri della
Sicilia. Così, nel tradizionale rifiuto
per le innovazioni rinascimentali, reimpiegando
le concezioni stilistiche tardo gotiche, nascevano
il Convento e la Chiesa di Santa Maria dello
Spasimo. Successivamente il luogo fu interessato
dal piano di fortificazione della città,
voluto dal Gonzaga; la costruzione di un bastione
difensivo a ridosso delle mura di cinta, compromise
l’assetto del complesso tanto da costringere
gli Olivetani ad abbandonarlo definitivamente.
Nascosta da misere costruzioni, soffocata da
un tessuto urbano degradato, vi si accede soltanto
dall’interno dell’ex Ospedale Principe
Umberto. L’interno è diviso in
tre navate; le laterali coperte da volte costolonate
a crociera, la centrale, attualmente scoperta
dotata di un tetto ligneo sorretto da capriate.
Lo spiccato verticalismo delle strutture, assolutamente
disadorne se non della propria forma e dimensione,
le conferisce un senso mistico di imponenza.
04 La Gancia Il complesso di S.
Maria degli Angeli,
più conosciuto col nome “La Gancia”
(ossia ricovero per forestieri) è costituito
dal Convento e dalla Chiesa.
L'origine del convento risale al 1430. Nel tempo,
esso fu sede del ministro provinciale e fu abitato
da frati di santa vita. Con la soppressione
del 1866 il convento fu adibito ad archivio
di stato; i frati ripresero, in seguito, le
attività come cappellani della cinquecentesca
chiesa e di apostolato dal 1882, costruendo
alcune stanze sulle cappelle del lato destro
della chiesa. Dal 1999 il convento è
stato di nuovo adibito a curia provinciale e
punto di riferimento per tutti i frati della
Provincia.
La chiesa fu costruita sui resti di un tempio
preesistente. I lavori iniziarono nel 1490 e
si conclusero intorno al 1500, non senza qualche
difficoltà. La facciata presenta portali
ad archi ogivali di stile tardo-gotico. L’interno
è a croce greca, con una grande navata
centrale e varie cappelle laterali. Vi si conserva
un notevole patrimonio artistico, comprendente
opere del Serpotta, del Gagini e del Novelli,
oltre ad un magnifico organo del Seicento. Stupenda
è anche la cappella di proprietà
della famiglia reale spagnola, dedicata alla
Madonna di Guadalupe.
Fra il transetto e Via Alloro, fu scavato un
foro, poi chiamato “Buca della Salvezza”.
Nel 1860 - attraverso questo foro - due patrioti
mazziniani che si erano rifugiati nella cripta,
riuscirono a sfuggire alla cattura da parte
delle milizie borboniche.
05 La Magione La Chiesa della Magione,
ubicata sul versante occidentale dell’omonima
piazza, è una delle più antiche
della città. Risale al 1150, e fu concessa
prima all’ordine dei Cistercensi e successivamente
all’ordine dei Templari Teutonici nel
1197. Dedicata alla Santissima Trinità,
è anche conosciuta con il nome di Chiesa
della Magione, dalla evoluzione del nome “Mansio”
con cui era chiamato il precettore dell’ordine
che risiedeva nell’attigua abbazia.
06 Villa Giulia La Villa Giulia, dedicata
a Giulia Guevara, moglie del viceré Marcantonio
Colonna, è uno splendido giardino pubblico
realizzato dall’architetto Nicolò
Palma nel 1777. Il disegno rigidamente geometrico,
determinato dalla forma quadrata, è diviso
in molteplici campi da viali diagonali e paralleli
ai lati, che si intersecano al centro di una
piazza circolare, manifestando la razionalità
del pensiero illuminista. Il momento culminante
di tale filone di pensiero trova la sua espressione
nella rappresentazione scultorea dentro la fontana
ubicata nella piazza centrale.
Un putto, emblema della decorazione fine a se
stessa dell’epoca barocca, regge dodici
orologi sul capo che segnano le ore col sistema
solare.
07 Orto
Botanico Adiacente alla villa, l’Orto
Botanico è stato realizzato nel 1789
per la coltura delle piante curative, utili
didatticamente ad una delle prime forme di università:
l’Accademia dei Regi Studi. Anche il disegno
della parte più antica dell’orto
segue rigide regole geometriche e speculari
simmetrie.
Al suo interno numerosissime sono le specie
vegetali provenienti da tutto il mondo, tra
le quali il famoso albero del sapone, imponenti
cicas e anche diverse specie di piante acquatiche
immerse in una grande vasca circolare. Il trittico
di edifici che si scorge sul fronte prospiciente
la via Lincoln fu realizzato quasi contemporaneamente.
Opera dell’architetto Leone Dufourny quello
centrale e di Venanzio Marvuglia i due laterali,
adibiti a calidarium e tepidarium. Lo stile
dell’edificio centrale aderisce ai canoni
neoclassici dell’epoca e ne utilizza gli
elementi fondamentali come il portico tetràstilo
con colonne doriche e la cupola centrale a copertura
dell’aula.